La domanda del titolo spesso può fare la differenza all’inizio del proprio percorso nella pratica del Taichi (inteso come attreviazione del nome esteso “Taichi Quan” o “Taijiquan”).

Talvolta l’insegnante è frutto del caso. Accade che un nuovo corso di Taichi apre in una palestra vicino casa e inizi a frequentare, senza sapere nulla dell’insegnante, del suo metodo, del suo percorso. Altre volte, prima di iniziare un corso, invece ti sei trovata/o a indagare sull’insegnante cercando di capirne un po’ di più prima di affidarti ai suoi insegnamenti.

Premesso che chiunque è in grado di insegnarci qualcosa – dato che ognuno ha una propria storia e un’esperienza unica da condividere con gli altri, ma nessuno è una divinità in terra – dovresti porti qualche domanda, ancor prima di capire se il potenziale insegnante sia competente oppure no. Vediamo quali sono alcune domande che potresti chiedere a te stessa/o:

  • Cosa stai cercando?
  • Perchè vuoi fare il Taijiquan?
  • Cosa ti ha affascinato di questa pratica ancor prima di saperne qualcosa?
  • Vuoi forse raggiungere o ottenere qualcosa attraverso quest’arte?

Voglio condividere con te quella che è la mia esperienza personale al fine di darti qualche suggerimento, prima che tu possa avviare la ricerca del Maestro/a. Parto dalla consapevolezza che nel corso degli anni ho fatto diverse volte errori di valutazione riguardo a insegnanti di diverse discipline marziali. Quando ero più giovane ingenuamente mi basavo su quel che mi veniva detto, piuttosto che sulle azioni che venivano intraprese verso di me e/o verso gli altri. Oggi, con maggior maturita, molti anni di pratica e insegnamento alle spalle e più consapevolezza, ho il piacere di condividere con te qualche idea figlia del “senno di poi”.

  1. Se nel Taijiquan vedi un utile strumento di ricerca per combattere realmente a livello sportivo, dovresti rivolgere il tuo sguardo verso qualcuno che, grazie al Taijiquan, ha vinto molteplici confronti marziali e dimostra il Tajiquan in quel contesto specifico.
  2. Se il Taichi è per te uno strumento di ricerca nel mondo dell’equilibrio e del risveglio di nuove consapevolezze nel corso della vita, recati da una persona saggia (“equilibrata”) che ha trovato molteplici risposte utili grazie al percorso nel Taijiquan.
  3. Se quel che stai cercando è la salute e il benessere e vuoi trovarla anche grazie al Taiji, vai da una persona che dedica la vita alla cura degli altri e allo studio del benessere psicofisico.

NOTA: A prescindere da tutto non farti ingannare dal fascino dell’esotico. Non è detto che per essere bravi insegnanti di Taichi bisogna essere cinesi o stranieri. Spesso si pecca di esterofilia e ci si convince, immotivatamente, che quel che è straniero è sicuramente meglio di quello che abbiamo dietro casa. La mia esperienza mi porta a dirti che la verità è nel mezzo: ci sono persone in Italia che dedicano la vita alla ricerca (magari in modo defilato) così come esistono cinesi capaci di venderti il nulla spacciato per grandi perle della conoscenza esoterica. Ovviamente ad oggi, i ciarlatani eistono anche a casa nostra, così come gli esperti sistono in Cina come altrove.

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Da quello che ho scritto sino a qui sembrerebbe che il Taiji sia uno strumento di ricerca utile ad ampio spettro. Difatti lo è, non esclusivamente perchè è lo strumento in sé a essere potente, ma perchè la quantità di principi fisici, filosofici e psichici che porta con sé questa disciplina, lo rendono uno strumento utile a diversi tipi di ricerca. Ricordandosi però che il Taiji è uno strumento e non il fine. Il fine è sempre personale e la ricerca o gli strumenti, quando sono veri, vengono adattati al proprio percorso.
Il Taiji è solo uno strumento utile a perseguire le proprie scelte o per stare su un percorso. Il primo errore di ogni percorso della vita – e il Taichi non fa eccezione – è quello di confondere il fine con il mezzo.

Nella mia esperienza ho conosciuto molti praticanti “imbattibili” di Tui Shou* che però avevano capito davvero poco del rispetto e della vita a contatto con gli altri, così come ho conosciuto alcune persone sagge che non sarebbero in grado di dare un pugno a qualcun altro, nemmeno per difendersi da un’aggressione; forse perchè più evolute e meno soggette a istinti che ci rendono più vicini agli scimpanzè che non a quella specie animale che ha deciso di auto proclamarsi “superiore”, noi umani che troppo spesso siamo disumani.

* Il Tui Shou, tradotto lettralmente come “mani che premono” è un esercizio per imparare determinati principi del Taijiquan. Spesso è usato come metodo di confronto o in modo competitivo.

In ogni caso tutto è relativo nella vita. Coloro che cercano verità assolute e immutabili sono fuori dal percorso (qualsiasi esso sia), indipendentemente dal loro livello tecnico / marziale nel Taiji o delle loro conoscenze intelletuali in altri ambiti.

Chi studia la vita, comprende che questa è mutevole, è in movimento e non rispetta alcuna rigida presunta verità umana. A me il Taichi, prima di ogni altra cosa ha insegnato proprio questo: la relatività delle nostre piccole certezze.

E questo bagaglio di esperienza è quello che cerco di condividere quando insegno il “mio Taiji”, concentrandomi di volta in volta in vari aspetti della pratica: marziale, filosofica e del benessere; senza mai scordare, che, prima di tutto, il Taiji contiene questi vari aspetti e non è nessuno di questi in modo esclusivo.
La pratica del Taichi con queste idee di base fa parte del mio metodo, che metto in pratica durante i corso base o istruttore a contatto con gli altri, così come nel mio corso di Taichi online in video conferenza.

Quindi, in cocnlusione, qual è il miglior modo per apprendere il Taichi? A chi dovresti rivolgerti?

Ovviamente la scelta è tua e personale. Ma ribadisco una mia consapevolezza: nessuno è detentore di alcuna verità assoluta ma, piuttosto, di esperienze condivisibili oppure no. Cerca di capire cosa stai cercando nella tua attuale fase della vita e segui la tua direzione che, di certo, nel corso del tempo muterà, perchè è così che è la vita: in movimento continuo attraverso la ricerca dell’equilibrio. Un principio che nel Taiji viene definito dallo studio della polarizzazione YinYang su vari livelli corporei, mentali, psichici e astrali.

Buona pratica e serena ricerca.
© Valerio Bellone