Chu Guiting

Chu YuCheng 褚玉诚, nipote di Chu GuiTing, durante la pratica del tui shou.


Chu Guiting (cinese: 褚桂亭 26 luglio 1892 – 16 febbraio 1977) è stato un prolifico artista marziale che studiò sotto famosi maestri: Jiang Yuhe, Yu Bingzhong e Chen Delu; e influenzò molte scuole di arti marziali cinesi attraverso il suo insegnamento.
Nel 1912, Chu Guiting iniziò a studiare Xingyiquan e Baguazhang (la boxe degli otto trigrammi) sotto il Gran Maestro Li Cunyi che lo riconobbe come suo discepolo ufficiale. All’età di vent’anni, Chu Guiting lasciò la sua città natale e viaggiò in lungo e in largo per la Cina, visitando Pechino e Tianjin, Liaoning nel nord e Wuhan, Changsha e Nanchang nel sud.

Nel 1921, Chu Guiting studiò Yang-shi taijiquan ad Hangzhou sotto la guida di Yang Chengfu – Il nipote dell’inventor dello stile Yang (Yang Luchan). In tal modo diventò uno dei “Cinque Generali della Tigre”.
Tra il 1916 e il 1940, Chu Guiting fu molto impegnato nelle arti marziali sia a Jiangsu che a Shanghai. Durante questo periodo lavorò con le guardie del corpo del Generale della Provincia Orientale della Cina; l’Associazione cinese della boxe della provincia di Zhejiang, l’Associazione degli ufficiali di polizia centrale; le guardie del corpo presidenziali; il dipartimento militare del governo nazionale e il quartier generale della pubblica sicurezza di Jiangsu. Nel frattempo insegnava anche le arti marziali cinesi privatamente.

Nel 1928, il generale Li, il generale Zhang Zi Jiang e il generale Fung Zu Ziang tenevano la prima competizione nazionale a contatto pieno a Nanjing (Cina). Lo scopo era quello di trovare i migliori candidati per posizioni di insegnamento presso l’Accademia di Arti Marziali Centrale sponsorizzata dal governo. Centinaia dei migliori artisti marziali cinesi parteciparono a sanda, stili armati e shuai jiao. Dopo diversi giorni, le competizioni di combattimento vennero interrotte perché troppi concorrenti rimasero gravemente feriti mentre due morirono. Poiché i combattimenti vennero interrotti prematuramente 12 artisti marziali rimasero storicamente ricordati come “i campioni”. Chu Guiting era uno di loro.

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Durante gli anni ’50, Chu Guiting si stabilì a Shanghai e iniziò a insegnare nelle classi di Waitan Park, Fuxing Park e Peoples ‘Park. Insegnò anche per una vasta gamma di società, tra cui la Bank of China, la Communications Bank, il dipartimento di pubblica sicurezza del governo, la fabbrica di cavi elettrici di Shanghai, la centrale elettrica di Poplar Tree Beach e l’Eternal Peace Company.

Nel 1958, Chu Guiting fu invitato a diventare il vice direttore del comitato nazionale di arti marziali cinesi. In seguito fu invitato con Wang Ziping e Lu Zhenduo a coreografare una danza della spada per la Shanghai Song and Dance Institution, che vinse una medaglia d’argento al Festival Mondiale della Gioventù.

Nel 1956, Chu Guiting, Cai Longyun, Fu Zhongwen e Zhang Yu furono incaricati dal ramo di Shanghai della Chinese Education Union di condensare e semplificare il taijiquan Yang-shi (Yang Style Grand Ultimate Fist) in un sistema generale che poteva essere studiato facilmente dalle masse. Poco dopo, Chu Guiting, Gu Liuxin e Fu Zhongwen furono invitati a Pechino per creare il famoso taijiquan semplificato forma 24 e 28 passi Yang-shi (Yang Style Grand Ultimate Fist), forme che sono ancora praticate in tutta la Cina moderna.

Chu Guiting era un insegnante famoso. Era sua convinzione che per imparare le arti marziali si dovesse armonizzare il corpo, il respiro e la mente. Molti artisti marziali cinesi rintracciano il loro lignaggio a Chu Guiting anche perche egli insegnò ad artisti marziali provenienti dal altre scuole e stili. Ad esempio insegnò Xingyiquan, Baguazhang e Taijiquan a Chan Yik Yan.

Nell’insegnare, Chu Guiting prestava particolare attenzione alla filosofia morale delle arti marziali cinesi e spesso diceva: “Con la morale si può ottenere molto, senza di essa non si può ottenere nulla. Consideriamo, per esempio, qualcuno che studia un’arte marziale, ma non ne riconosce la sua profondità morale e filosofica, presto abbandonerà perché ha sempre e solo assaporato la buccia dell’uva e non il frutto che ne contiene”.