forma nel Taijiquan

La forma è una peculiarità delle arti marziali cinesi. Esistono forme che possono essere eseguite da soli, in due o più persone, a mani nude o con le mani armate (spada, sciabola, lancia, ecc). Ogni movimento svolto durante la forma è eseguito sulla base dei significati offensivi e difensivi dell’arte marziale che si sta praticando.

Le forme generalmente sono il risultato dell’impegno, delle esperienze e dello studio di svariate generazioni di praticanti. Difatti le forme evolvono nel tempo pur mantenendo dei principi immutabili.

Una buona forma può essere un contenitore di molte tecniche, applicazioni e variazioni, nonché strategie, ma queste sono state, nel corso del tempo, tenute segrete e difficilmente rivelate in pubblico e durante le sessioni con le classi aperte a tutti. Inoltre molte forme, come nel caso del Taijiquan, si concentrano più su quelli che sono principi per sviluppare i Jin (approfondisci qui), piuttosto che su tecniche vere e proprie.

Durante la pratica di alcune forme standard si possono enfatizzano tecniche forti e potenti utili all’attacco (colpi) o movimenti morbidi e cedevoli utili all’aspetto difensivo (controllo).

Le regole di base della forma a solo

L’arte marziale ha una lunghissima storia in Cina e i cinesi hanno fortemente enfatizzato il concetto di “armonizzare le sostanze interne con quelle esterne”, cercando di dimostrare la relazione e la connessione tra abilità e potere.

Le sostanze esterne si riferiscono ai movimenti e alle posizioni di mani, occhi, corpo e piedi. Le sostanze interne si riferiscono allo spirito (shen), all’energia vitale (qi) e al potere (yi). Ogni movimento del corpo è controllato dal sistema nervoso, influenzato dagli organi interni. Un movimento è perfetto solo quando è in grado di coordinarsi con le sostanze interne. Allo stesso tempo, le sostanze interne saranno migliorate dai risultati ottenuti durante l’azione delle sostanze esterne…

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Valerio Bellone

Valerio Bellone studia e fa continua ricerca sul Taichi Chuan, il Qi Gong e la Meditazione. È autore del primo e unico saggio mai scritto in italiano sui primi tre Classici del Taijiquan cinesi.
Il suo percorso inizia con il wushu moderno e successivamente si sposta alla fonte della tradizione del Taiqjiuan studiando inizialmente lo stile di Cheng Man Ching e successivamente lo stile madre originale della famiglia Yang.
Tiene regolarmente corsi di Taichi, Qi Gong e Meditazione nella città di Palermo e scrive articoli di divulgazione su queste materie.