Taijiquan non è uno sport

Qualche informazione che nell’ambito contemporaneo del Taijiquan fa fatica a essere accettata ma che è utile per chi inizia questo percorso.

  1. Il Taijiquan non è uno sport. Questo non è un punto di vista, ma una verità. Il fatto che in Cina, e non solo, oggi facciano campionati di “Taijiquan” non significa che questo sia uno sport, ma solo che lo sport ha provato ad appropriarsi di una pratica che da molti sportivi continua a non essere compresa.
  2. Chiunque pratica il Taijiquan può aprire un’associazione sportiva dilettantistica e fare richiesta per iscriverla al CONI (per quanto riguarda l’Italia). Ma questo non significa che il Taijiquan sia uno sport.
  3. Come Associazione Sportiva (o Culturale) si possono rilasciare i propri attestati, ma questi non hanno alcun valore formale nel contesto dell’arte del Taijiquan.
  4. Il problema umano con il quale si tende a rendere tutto “casta” e appartenenza a qualcosa (qualcuno) non cambia il fatto che la preparazione nel Taijiquan non è certo dettata da un pezzo di carta rilasciato da un qualsiasi insegnante che cerca di fregiarsi di titoli e meriti che con il Taijiquan non hanno nulla a che fare.
  5. Chiunque rilascia degli attestati in questo ambito lo fa potenzialmente per due motivi: A) Gli attestati vengono adoperati come specchietti per le allodole. B) Chi rilascia un attestato ha il piacere di dare ai propri allievi un riconoscimento che secondo un punto di vista (personale) è il risultato del raggiungimento di un livello X.
    Gli attestati nel Taijiquan quindi non hanno alcun valore formale a livello globale o nazionale. Indipendentemente se l’Associazione che li rilascia sia iscritta al CONI o a qualsiasi altra “istituzione” nazionale/internazionale.
  6. Nel contesto del Taijiquan “titoli”, “meriti”, “cinture” e “gradi” non hanno alcun valore e non sono mai esistiti (mai!). Gli attestati nel Taijiquan sono stati inventati in tempi recenti al fine di creare caste. In ogni caso questi titoli non hanno alcun valore. In passato esisteva soltanto un passaggio di testimone da Maestro ad allievo/i che in alcuni casi (non in tutti i casi) venne messo per iscritto.
  7. L’unico valore nel percorso del Taijiquan è quello che ogni praticante e/o insegnante è in grado di dare a sé stesso in base al proprio percorso, alla propria esperienza e all’appartenenza vera (o finta – come quella dei corsi online) a un qualche lignaggio. Tramite un corso online non si riceve un lignaggio. Il Taijiquan si impara in presenza. Fare un corso online può servire come supporto al proprio studio o come approfondimento di qualche tema, nulla di più.
  8. Nel Taijiquan la cosa importante è dimorare nell’equilibrio, mantenendo la testa sgombra e cercando di non credere mai di aver capito. Chi crede di aver capito qualcosa della pratica con il  Taijiquan ha già interrotto il proprio percorso di crescita personale.
  9. “Crescita personale” in conclusione è l’argomento chiave. Il percorso nel Taijiquan non è sportivo e men che mai competitivo con gli altri o con sé stessi. Il Taijiquan è una pratica antica basata sul principio filosofico dello yin-yang. Questo percorso di crescita ha tre stadi: terreno, umano, celeste. Ogni stadio è un bagaglio di strumenti e non l’accrescimento di un potere fine a sé stesso. Chi confonde il fine con il mezzo è fuori strada, indipendentemente dal fatto che usa il Taijiquan per fini marziali (diventando abile), di salute (divenendo longevo) o per qualsiasi altro motivo.

Non esiste il concetto di nemico o avversario nel Taijiquan.
Allo stesso modo, anche le emozioni che legano gli uni agli altri – rabbia, odio, amicizia – non hanno alcuna utilità e quindi non svolgono alcun ruolo in quest’arte.

(Scott Rodell)

 

APPROFONDIMENTO

La competizione

Il daoismo non trova alcuno scopo nella competizione che è considerata un fare ostile, conflittuale e in definitiva senza vero obiettivo di alto livello.
Ergo: dato che il Taijiquan è un’arte figlia della cultura daoista, le competizioni servono a dimostrare qualcosa che non ha significato nella pratica del Taijiquan.

Contro chi stai combattendo?
L’idea di “competizione Taijiquan” è una contraddizione in termini. Come puoi impiegare il Taijiquan in competizione quando l’arte si basa sul principio della resa?
Inoltre bisogna domandarsi:
1. A cosa serve una competizione?
2. Cosa si vuole realmente dimostrare?
3. Una gratificazione a breve termine ha effettivamente qualche beneficio positivo a lungo termine?

L’ego non non deve avere dimora

Arroganza, ignoranza e orgoglio sono vanità a cui uno studente di Taijiquan non dovrebbe indugiare.
Il Taijiquan riguarda ciò che sta accadendo all’interno del proprio corpo-mente, non come si appare al di fuori.


 Vuoi praticare la via del Taichi? Fai un corso di Taichi a Palermo


Taijiquan ed estetica

Molte persone imparano il Taijiquan senza rendersi conto che si stanno effettivamente mettendo dentro una forma di competizione.
Forma 24, 40, 85 ecc… Queste sono solo numerazioni ideate con esplicito scopo dimostrativo. Quando si eseguono queste forme con l’unico scopo di essere accurati nell’esecuzione, nella fluidità e nell’aspetto allora si sta effettivamente dimorando nella competizione. Forma senza sostanza.
Le vere forme del Taijiquan riguardano la sostanza. L’estetica è solo quel che ne deriva, non lo scopo ultimo.

Gli studenti di arti marziali in Occidente sentono di dover usare la loro arte per combattere, o almeno per competere, per mostrare alla gente quanto sono bravi. Nel Taijiquan questo è inaccettabile dato che è contrario al principio stesso dell’arte.

(Gabriel Chin)

Epoca moderna

Le forme di Taijiquan da competizione sono un’invenzione abbastanza moderna (dalla metà del 1900 in poi). Queste hanno poco a che fare con l’arte marziale del Taijiquan.
Per eseguire bene una forma da competizione, uno studente deve essere eccezionalmente flessibile, bravo nella coreografia e desideroso di praticare una sorta di “yoga moderno in movimento”.
Ma tutto questo non è Taijiquan.

Forme morte
Non c’è neigong (lavoro-trasformazione interna) in una forma da competizione e non si possono acquisire le reali abilità del Taijiquan tramite questo sistema. Per questo motivo tali forme di esercizio potrebbero essere definite “forme morte” dato che lavorano solo sulla superficie.

Arte marziale

Il Taijiquan è più di una “forma” estetica, esso è infatti un sistema marziale di auto-difesa complesso. I metodi di formazione di quest’arte sono molti e insegnano al corpo-mente un bagaglio di abilità notevole, che non si limita allo stare in equilibrio statico su una gamba.

Tuishou (“premere con le mani”)

Coloro che praticano il tuishou (un esercizio in coppia del Taijiquan) nella modalità competitiva, sino a fare diventare la pratica addirittura una gara, sono uno spettacolo assurdo da vedere. Queste persone incarnano l’esatto opposto di quello che è il percorso nel Taijiquan. Quanto di più lontano dal Dao e da quanto scritto e spiegato nei Classici del Taijiquan.

I praticanti del tuishou, eseguito in modalità competitiva, si comportano in modo simile a degli avversari di lotta libera, judo, sumo, ecc. che sono tutte pratiche molto distanti dal Taijiquan. Pratiche che non sono meglio o peggio del Taijiquan, ma che sono certamente diverse. Chi dice che le pratiche lottatorie sono uguali al Taijiquan continua a non comprendere l’arte qui trattata.

Uno degli obiettivi del Taijiquan è permettere all’aggressore di sconfiggere essenzialmente sé stesso. Questo è il motivo per cui esercizi come il tuishou non sono competitivi.
Gli esercizi a due di sensibilità, come il tuishou o altri test, servono a identificare e lavorare sui propri squilibri del corpo-mente, non su quelli di qualcun altro. Solo scoprendo i propri squilibri si possono manipolare quelli altrui.

Non c’è nessuno scontro, nessunsa competizione e niente da vincere nel Taijiquan, se non la libertà dalle proprie tensioni psicofisiche.

Il Taijiquan si sta evolvendo in uno sport fatto di tornei e trofei pacchiani in cui una forma interiore di meditazione in movimento viene giudicata in base a criteri utili per la ginnastica.

(Robert Smith)

Qual è la tua idea di Taijiquan?

Se ritieni che l’allenamento con il Taijiquan è simile all’andare in palestra, significa che ancora non hai ben compreso quest’arte. Nel Taijiquan non c’è tensione, nessuna forza muscolare è coinvolta in modo attivo. Gli esercizi del Taijiquan non devono essere faticosi o dolorosi.
L’allenamento con i pesi, il ciclismo, la corsa, il nuoto (mitizzato come toccasana) o qualsiasi altro sport, prosciuga l’energia. Se il tuo paragone è stare seduto sulla sedia tutto il giorno o fare sport, sicuramente avrai come risultato che lo sport ti fa sentire energico. Ma se il metro di paragone è il Taijiquan (fatto correttamente) ti accorgerai, nell’arco di un anno, che lo sport prosciuga l’energia prenatale mentre la pratica del Taijiquan la conserva o addrittura potenzia.

Il prosciugamento dell’energia prenatale nello sport avviene perchè spesso l’enfasi non è sul buon uso del corpo, sull’allineamento ottimale, sul benessere emotivo, fisico e psicologico, ma bensì sul raggiungimento di un risultato (avere aspettative) che porta a consumo nergetico non necessario.

Quando si ha la pressione del “vincere”, dell’avere successo, dell’esibizione, dell’essere il migliore, al fine di avere un bell’aspetto, dell’essere muscoloso, snello o sexy, questo porta il corpo a una sofferenza interna e al prosciugamento dell’energia.
Si dice “meglio prevenire che curare”, quindi è giusto affidarsi a pratiche che non possono arrecare danno oppure praticare lo sport con il giusto spirito ed equilibrio.

Taichi per la salute

Di fronte a una grave crisi sanitaria negli anni ’50, l’emergente Repubblica Popolare Cinese si rivolse al Taijiquan stile Yang per trovare una soluzione. Così crearono una forma di esercizio che potesse essere eseguita da studenti di tutte le età. Il modo più semplice per raggiungere questo obiettivo di massa era quello di rimuovere la componente corpo-mente più impegnativa così come la parte legata al combattimento – fu così che divenne nota la semplice “ forma 24“.
Per tali motivi nella maggior parte delle classi di Taijiquan contemporanee viene insegnata una disciplina che può essere tranquillamente imparata anche da una persona anziana. Ma questo tipo di pratica non può essere definita Taijiquan tradizionale, bensì pratica per la salute degli anziani in stile Taichi.


Per approfondire ulteriormente l’argomento specifico sopra trattato puoi anche leggere i seguenti articoli:

  1.  I migliori libri per imparare il taichi: classici antichi e testi moderni
  2.  Investire sulla sconfitta, la Via del Taijiquan
  3. Cosa è il Taijiquan? Scopriamolo grazie al Classico di Wang
  4.  Taijiquan, la pratica della lentezza che porta all’armonia
  5.  Relazione tra Taichi e Libro dei Mutamenti, l’Yijing
  6.  Il Taichi è una forma di meditazione in movimento?
  7.  Come si inserisce il Taichi nella cultura occidentale
  8.  Taijiquan e Pacifismo, coltivazioni pratiche di natura inversa

Written by

TaichiBlog

Taichi Blog - il sito web sul benessere e la salute nell'equilibrio Yin Yang